(se volete scrivere
commentare, il mio indirizzo è questo francofrigo@francofrigo.it
11 febbraio 2012 NEVE, NEVE E ANCORA NEVE e NINO D’ANGELO CHE FA SPETTACOLO DI
QUALITA’
Nevicava la scorsa settimana, nevica
da ieri sera a Roma. Mi sembra di essere ritornato agli anni giovanili. Brescia
e i suoi inverni di freddo e di neve. Aspettando quando il colore del cielo
cambiava, diventava rosa e quasi rosso a sinistra di casa mia, verso là dove c’era
il centro di Brescia. Il cielo cambiava colore e cominciava a nevicare, e si andava
a letto eccitati. La mattina mi svegliavo con il
rumore degli scarponi di mio padre che rientrava a casa dopo aver scopato via con la
saggina la neve dalla strada che scendeva ripida verso la piana. Dall’alto
della finestra della mia stanza al piano superiore guardavo il bianco che
nascondeva il verde dei cipressi e il marrone della terra smossa dell’orto. E
poi appena potevo, anche da piccolo, salivo verso il bosco a
osservare il mondo sotto la neve.
…Ma anche adesso lo spettacolo non
manca e l’mozione ritorna. Ieri sera nonostante la
nevicata in corso siamo usciti per il teatro del
venerdì sera. Abbonamento all’Ambra Jovinelli
per il quarto anno e incontro con artisti, per me, improbabili, come Nino D’Angelo. Improbabile l’incontro in verità, dal momento che io non ascolto queste canzoni “neo melodiche”
napoletane. Non improbabile l’artista. Bravo, bravissimo e con lui un gruppo di
20 giovani (e non più giovani) napoletani con voci di grande
qualità.
Una scoperta Nino
d’Angelo.
E poi ritorno
nella neve e nella nevicata che continuava, auto con le nuove gomme termiche,
sicura anche sul terreno viscido. Poi il Muro Torto senza auto. Credo sia la prima volta che mi succede
in più di 40 anni al volante a Roma. Poi recuperato Daniele al centro via per
la nostra bianca periferia.
Che notte questa notte!!!
7 febbraio 2012 RIPRENDERE IL DIARIO
Dovrei aver
risolto (con il prezioso intervento del mio valido amico Antonio C.) l’accesso
al sito. Urge ricominciare a scrivere per fissare
fatti, pensieri, rapporti, avvenimenti più o meno rilevanti. Anzi dovrei cominciare a fissare i fatti meno rilevanti. Quelli che mi riguardano di più.
E’ nei dettagli che sta la grandezza. Non esistono grandi avvenimenti che non siano contornati…da contorni. Se ci limitassimo a studiare i
contorni già saremmo a buon punto per scoprire quel
che sta all’interno. Insistere per comprendere l’essenza delle cose invece che
avvicinarci alla comprensione del mondo spesso ci porta ad isolarci da tutti.
CORREVA L’ANNO 2012, L’ANNO RICORDATO COME L’ANNO DEI PROFESSORI
Speriamo che il 2013 non sia
necessariamente chiamato l’anno dei dottori.
13 dicembre 2011 IL GOVERNO DEI PROFESSORI E
Come sembrano lontano i giorni dei
Referendum !!! Chi se li ricorda più? E come sono andati? Abbiamo vinto noi dei 4 SI’?
Cosa conta vincere una battaglia se poi si perde la
guerra? C’è gloria per i vincitori? No, solo paure che si
sovrappongono a paure. E che cosa succede quando
a vincere è la paura? Berlusconi se ne va e un altro arriverà?
Oppure i cittadini di questa grande-piccola città chiamata Italia saranno in grado
di rigenerarsi? Chi dice che il male sta ben piazzato
dentro di noi, noi , quando razionalmente ragioniamo. E
così ci riscopriamo poveri non di denaro ma di futuro, di capacità di costruire
un mondo migliore perché NON LO SAPPIAMO NEMMENO PIU’
IMMAGINARE UN ALTRO MONDO. Eppure un altro mondo è
possibile. Noi che abbiamo fatto questo percorso, quello che ci ha
portato qui lo sappiamo. Ma lo sappiamo in pochi che è
possibile ri-creare un mondo? Il mondo non è al di fuori di noi, è parte di
noi, ci circonda, è vero, ma ci pervade. Noi siamo liquidi e ci spargiamo sulle
sporgenze del mondo e così prendiamo le forme del mondo ma
il mondo che è dentro di noi esce da noi e costruisce e crea.
A meno che, vivere non sia altro che osservare ciò che
ci sta attorno. Ma anche osservare è partecipare al
cambiamento, se i nostri occhi sono educati a vedere le sfumature, a
riconoscere i dialetti, a vedere nel buio e non solo nella luce…
Il tempo è una grande ricchezza,
scoprirlo è l’impegno.
9 giugno 2011 SALUTE
( che latita) E REFERENDUM
Oggi dopo due mesi ho aggiornato il
mio diario della bici. Credo di averlo fatto perché oggi sono
15 giorni che non tocco la mia bici da corsa. Problemi di salute. Sono sotto
antibiotici perché attaccato da un Enterobatterio Aglomerans (o Pantoea ) che
sembra sia presente in campagna, in particolare è saputo che attacca i
noccioli. Questa infiammazione ha portato febbre per quattro giorni e mi ha debilitato. Niente bici anche perché ho un PSA che è alle stelle e stare in sella non è proprio
consigliabile. E così ho scritto le date delle uscite.
E, a proposito di uscite.DOMENICA
USCIRO’ PER ANADARE A VOTARE SI PER I QUATTRO REFERENDUM. Anche
se i referendum non mi piacciono, anche se non partecipato alla raccolta delle
firme, sono convinto che si debba andare e votare SI’.
Oggi ho ritirato la
tessera del sindacato pensionati. Di quale sindacato? Ma del più grande,
quello che ha più iscritti e , guarda caso, ha più
iscritti in pensione. Io ho avuto parecchi amici cislini
e amici anche nella Uil, ma
quando penso ad aderire ad un sindacato non ho mai dei dubbi. Non ho detto il
nome , solo il cognome, mi pare…
13 marzo 2011 ORTO, GIARDINO E ALBERI DA FRUTTA
Sono passati quasi tre mesi
dall’ultima pagina che ho scritto su questo mio sito. D’altronde, è un sito, il
mio e non è un “Blog”. Io non dialogo con i lettori
(credo non ci siano), dialogo forse con me stesso e metto in fila pensieri. Per
fortuna penso anche tra una pagina e un’altra, tra un anno e un altro. Penso ed
agisco. Questi sono i mesi dedicati alla casa a Marta. La casa “del lago”. Non
è la casa “sul lago”, perché l’acqua sta a cinquecento metri (in linea d’aria)
e non è una casa di un paese. Sta a metà esattamente
tra Marta e Capodimonte. Su una strada bianca che ,
essendo rossa, si chiama, regolarmente, Strada Terra Rossa. E
adesso è arrivato il momento più bello. Fra poco la casa sarà abitabile e fra
poco


24 dicembre 2010 Vigilia di Natale
Gli auguri fluttuano nell’aria
Si appoggiano alle gocce di pioggia
Si illuminano del sorriso dei bimbi
Si colorano del piacere dei ricordi
Ascoltano lo scorrere del tempo
Parlano ai cuori e accendono le
menti
È Natale, è Natale, è Natale
25 novembre 2010
Daini nei campi della via Marcigliana
Erano anni che non vedevo i daini
nella Riserva della Marcigliana. Oggi, durante l’uscita in bici con il gruppo dei
“pesciaroli” che parte sotto la mia casa romana, ho
potuto osservare una maschio adulto di daino allo
stato brado, fermo al sole, vicino alla strada che noi stavamo percorrendo, con
uno stupendo palco di corna palmate. Il daino sembra un cervo
ma ha le macchie chiare sul manto e i maschi adulti hanno corna ampie.
Al ritorno del giro in bici (Salaria, Le Piane, Fiano,
Passo Corese…) sono ripassato per
via della Marcigliana, il daino era ancora là. Non sono riuscito a fotografarlo ma ritornerò pronto per scattare una foto. Emozioni e piacere allo stato puro, bellezza selvaggia, e tutto a
due passi dal caos della città.
14 novembre 2010 Nel 2024 l’Italia compie 2000 anni.
Forse non lo avevo mai saputo oppure
lo ho semplicemente dimenticato: nel 49 prima di Cristo i Romani decisero che anche la regione
Cisalpina da quel momento avrebbe
fatto parte dell’Italia. Nel 27 dopo
Cristo sempre i romani decisero che l’Italia comprendeva un territorio che da
Nizza arrivava sino all’Istria. Nel 2027 potremmo quindi festeggiare un
anniversario veramente
importante. Perché nessuno ne parla ? Forse perché
allora l’Italia unita
non esisterà più ? O forse perché questo Paese non ha
più memoria?
14 novembre 2010 Ma quale crisi ?
Paese in declino, paese fatto come
tutti i piccoli paesi che lo compongono: resiste, si sgretola, è vecchio al centro ma “è anche”
moderno alla periferia, ha cultura da vendere e compera la cultura degli altri a vagonate, nega il
futuro ai giovani ma coltiva giovani generazioni che galleggiano fuori dal
finestrino delle loro macchine rombanti isolati nella loro musica assordante,
ha oil primato della partecipazione emotiva ma ha perso la fiducia nel prossimo,
pensa che si debba valorizzare la componente femminile della società ma nega il
lavoro alla donna che vuole essere madre, parla di libertà ma costruisce
patiboli mediatici per tutti coloro che si esprimono fuori del coro, guarda a
Nord ma pensa a Sud, invoca il cambiamento ma non è disposto a lasciare posti
per chi deve subentrare, …..
8 novembre 2010
Gli anni? 64 !
Ho festeggiato il
4 novembre 2010 Biciclette,
festa della Vittoria, prostitute per strada, maternità e cultura
Uscire con gli amici della bici e
vagare per i paesi attorno a Roma è anche un modo di dialogare con gli altri
(l’età è più o meno la stessa) di quanto accade
attorno a noi. Oltre allo sport si parla, quando ci si ferma al bar,
di quello che accade in Italia. Berlusconi e le
donne, le ragazzine , le escort, i suoi soldi come li
spende sono affari suoi, beat lui che può avere le donne che vuole, ma quella
potrebbe essere sua o mia figlia o mia nipote, perché avere un puttaniere al governo, perché avere qualcuno che fa solo
gli affaracci
suoi. E via discorrendo. Se
nessuno si mette di traverso, il pensiero del Presidente del consiglio prevale.
Serve almeno un piccolo sforzo per interrompere il flusso delle affermazioni pseudo liberiste. Poi, quando si pedala, soprattutto in
salita,. Si parla poco. Ma si
osserva. A Montelibretti sono pronti i Carabinieri e
i militari a festeggiare il 4 novembre e a deporre la corona d’alloro. Poca
gente, soprattutto persone anziane. Poi sulla Salaria prima
di Monterotondo scalo due immagini si fissano nella memoria. Una giovane
prostituta bianca incinta, almeno al quinto mese, guarda chi passa per la via e
un giovane (marocchino ?) che la controlla, facendo finta di niente. Poco più avanti, seduta
a terra, un’altra giovane prostituta legge una rivista. Un tempo leggevano Sogno e Intimità. La ragazza leggeva Newsweek. Saranno 2-3000 i lettori di Newsweek in Italia, lei è una di quelli. Si sta
aggiornando su quanto accade nel mondo ? Si chiede
cosa sono i Tea Party? Si sta preparando per una carriera politica? Visto come
vanno le cose nel nostro paese, la giovane immigrata che per ora fa la
prostituta sulla via Salaria, val
la pena di prepararsi, domani si potrebbe essere chiamate per un incarico
governativo!!!
22 ottobre 2010
Realpolitik
Adesso che già non se ne parla più
(è notizia di cinque giorni fa!!!) mi va di riflettere
brevemente sull’ipotesi ventilata di portare bombe a bordo degli aerei militari
italiani che operano in Afganistan. Ci dice il
Ministro se questo si dovesse decidere, non significherebbe
passare dall’atteggiamento difensivo a quello offensivo. “Intanto noi siamo in Afganistan per assicurare sicurezza ai nostri cittadini”,
ci dicono, “per salvare i nostri figli” ed è per questo che alcuni “eroi” si immolano per salvare noi tutti. Non conosco bene la vita
e la logica militare (gli anni 72-73 del mio servizio militare sono forse
troppo lontani…) ma mi sembra di poter dire che non ci
siano più figli della patria mandati a morire in quanto il servizio militare
non è più obbligatorio, noi non abbiamo più un “esercito popolare” ma un
esercito di professionisti che fanno il militare per mestiere, per scelta, così
come è per scelta che molti vanno nei luoghi dei conflitti aperti. Ma io non
volevo parlare dei militari volontari, perché in ogni caso essi sono il simbolo dell’impegno del Paese a favore della pace
(costruttori di pace attraverso logiche di guerra), volevo ricordare ai
distratti che, come ricordato anche in questi ultimi due giorni da Ministro Frattini, oltre all’exit strategy
si sta mettendo in atto una strategia di richiamo alla responsabilità dei Taliban. Fra pochi mesi probabilmente i cosiddetti Talebani non saranno più da considerare terroristi
ma patrioti Oggi vengono bombardati e combattuti, domani, in un domani
molto vicino, dovremo assisterli e
aiutarli probabilmente a diventare poliziotti piuttosto che soldati. A che
serve sparare oggi a quelli che già sappiamo saranno tra poco i nostri amici? Che senso ha mettere a repentaglio la vita di cittadini
europei, americani, australiani, etc e di cittadini
afgani se anche gli strateghi militari americani sono convinti che con i nemici
che non si possono vincere non resta che allearsi? Allora realpolitick
è cercare oggi alleanze investendo più sui negoziatori di pace piuttosto che sui
militari. E lasciando negli arsenali le bombe che sono strumento di morte
indiscriminata, anche quando vengono spacciate per
“intelligenti”.
3 ottobre 2010 L’Eroica
di Gaiole in Chianti
Ho corso l’Eroica come due anni fa.
Ho impiagato meno tempo ma ho faticato come una
bestia. Stupende le colline e bella la festa delle
bici. Da tutta Italia e da tanti paesi stranieri a
aiole per il fascino di pedalare sulle strade bianche. Fascino anche delle
strade bianche bagnate e delle ruote che fanno fatica a mordere
quando si frena. Bestiali le salite. Tremende le discese , e c’è li fa a rotta di collo…. Nella sezione del sito dedicata al Diario della bici ho messo la cronaca
della giornata e un po’ di foto. Per gli appassionati delle
due ruote e soprattutto delle bici di un tempo.
1 ottobre 2010 Il
Cancello di ferro (ma non sarò un Cancelliere di ferro…)
Non avendo mai posseduto una casa
con del terreno non ho mai posseduto un cancello. Adesso è piazzato su una
rampa di cemento al 10%, buona per allenarmi in bici. E
il cancello è lì a dividere tra il dentro e il fuori. Cancello aperto, ci siamo, cancello chiuso, non ci siamo. E
intorno c’è ancora tutto il terreno incolto, calpestato dalle ruspe, violato
dalle macchine e dal cemento. Prossima tappa, lavorare la terra
e renderla pronta per la semina del prato. Gli alberi fra poco saranno
spogli e andranno potati. Lavoro per chi se ne intende.
Intendo dire non per me. Mio padre sapere trattare le piante del campo e le
verdure dell’orto. Io da lui, purtroppo, non ho imparato quasi niente e adesso
mi toccherà apprendere da altri.
21 settembre 2010
L’aula fa bene
Spero abbia fatto bene anche ai
partecipanti (discenti, io ero un partecipante docente) del corso
AMICO la mia presenza in aula. A me loro hanno dato molto, mi
hanno sicuramente aiutato. Si parla tanto di autostima,
la mia è aumentata entrando in aula e entrando in contatto con persone adulte
che in aula portano i loro interessi, i loro problemi, la loro disponibilità
(quella esistente),… Adesso che che le mie giornate
di docenza sono finite, un po’ mi manca la loro presenza.
13 settembre 2010 Ritorno in aula
Fino all’ultimo ero indeciso se
accettare o defilarmi. Dopo 18 mesi sono rientrato in aula (20 disoccupati
adulti di alta scolarità con più di 40 anni e che
hanno perso lavoro da mesi…) e vi sono entrato decisamente preoccupato. Per l’aula, per i contenuti, per la distanza che percepivo tra la
mia nuova condizione e i contenuti che dovevo condividere con loro. Un
gruppo di partecipanti motivati e interessati, un buon clima e un buon rapporto
(molti si sono rivolti a me da subito con fare amichevole e colloquiale..) costruito dal primo momento. Sono partito dalle
esperienze lavorative da me vissute a contatto con gli uffici e con i programmi
dell’Unione Europea e questo è servito a creare dentro di me sicurezza ed
equilibrio. Ora sono due giornate (dalle 8 alle 14) che abbiam
passato assieme. Se po’ fà.
8 settembre 2010
Da quasi martano a Cittadino di Marta
Oggi ho ritirato la posta e con una
lettera dell’impiegato del Comune di Marta Amulio S.
mi si comunica che la mia domanda è stata evasa positivamente. Dal 30 luglio
2010 sono iscritto all’Anagrafe del Comune di Marta, Provincia di Viterbo,
comune rivierasco del Lago di Bolsena.
Le mie radici sono nel Lombardo-Veneto, gran parte della vita l’ho trascorsa a
Roma, la grande corruttrice. Ora me ne vado in un
microcosmo che ho già compreso risulta essere assai più complesso di quel che possa sembrare al viaggiatore che vi si accosta solo per il
lago e per il cibo.
Sono martano
e son contento e brindo a questa scelta
anche se ancora non so veramente cosa significhi per me ( e non solo per
me).
Agosto 2010 Novalesa
Nel 2009 non ci siamo stati e allora
si ritorna a Novalesa. Il paese rimane poco più in
alto rispetto alla casa di mio cognato e mia sorella,
il vecchio mulino dove (forse) albergano fantasmi dalla seconda guerra
mondiale. Passeggiate per funghi (solo mazze di tamburo) ,
per i prati intorno al Moncenisio (stupendi, anche perché io sul Passo del
Moncenisio, in terra francese , ci sono arrivato in bicicletta), al lago
dell’Arpone, a
Agosto 2010 Vacanze
martane
Quest’anno niente viaggi lontani. A
maggio siamo già stati 10 giorni in Giordania !!!
Allora a Marta, dividendoci tra il lago a Kornos e la
nuova casa a Strada Terra Rossa. La casa c’è ma sembra
irraggiungibile. Bisogna consolidare il muro esterno che dà sulla strada
comunale. Fatto ! Occorre fare il vialetto d’accesso, con i muri laterali di
tufo, occorre fare il cancello, etc.,
etc. etc. Agosto fatto di pensieri e di incontri con i
tanti che son coinvolti nei lavori della casa nuova
(vecchia ma nuova per chi l’ha presa ora).
19 luglio 2010 Quel rumore inquietante
Scrivo poco e sono preso dalle
preoccupazioni che mi crea la nuova casa in quel di
Marta. Sono alle prese con geometri e ingegneri, con le regole scritte a rate,
adatte a realtà che sono difficili da identificare. Sono alle prese con le
tante e nuove identità che ci troviamo addosso quando
ci confrontiamo con i terreni alberati, i muri di blocchetti di tufo, gli
impianti idraulici vecchi e gli impianti nuovi da fare. Resiste il pozzo romano
scavato a mano nel tufo in un lontano passato. A Roma invece sono alle prese
con un rumore che accompagna da troppi mesi le mie letture e i miei lavori al computer. Vicino a casa, proprio davanti alla
coop, davanti all’Inps e
davanti al Commissariato di Polizia del IV Municipio
da circa un anno una ditta (marchigiana) sta costruendo un parcheggio. Prima ha
scavato. Poi ha portato terreno da una collinetta vicina. Poi ha cominciato a
scavare per fare le palizzate di cemento armato per reggere la costruzione. Poi
hanno demolito, almeno in parte quanto fatto, intorno
hanno creato un monte di macerie di cemento. Poi hanno ricominciato a costruire
palizzate , poi hanno ripreso a liberare la terra. Ci
sono grandi macchine e che lavorano ore e ore ogni
giorno. Il rumore che accompagna il lavoro degli operai
è quello di una sega metallica che taglia il ferro e che lancia del peso a
distanza. Un rumore che non diventa mai musica, che prende un
ritmo e subito l’abbandona. Un rumore forte, acuto,
che attraversa l’aria e lo stradone dedicato ai tre Presidenti. Nel
recinto del cantiere ci sono ben sedici container-abitazione. I vicini
preoccupati mi han chiesto :”ma
non verranno gli zingari in quelle baracche?”. Non credevo che per fare un
parcheggio occorresse tanto tempo e tanto lavoro. A meno che non stiano aspettando di trasformare una licenza
per il parcheggio in una licenza per costruire palazzine. Vuoi vedere che
questo rumore che non diventa ritmo e che come melodia lascia molto a
desiderare non è altro che il segno dell’attesa per una nuova speculazione ….?
29 giugno 2010 Il bisnonno Domenico
Il velo si è un po’ squarciato e dal
passato arriva qualche notizia. Di ritorno da Valeggio
sul Mincio avevo scritto al Comune di Montebello
Vicentino chiedendo notizie dei Frigo che hanno
vissuto lì. Incredibile, mi ha risposto una gentilissima impiegata del Comune
vicentino e mi dice (per posta elettronica ovviamente) che mio nonno Francesco
era effettivamente nato nel 1879 (e non 89 come sulla lapide del cimitero di Borghetto, come mia zia già sospettava, morto a 70 anni e
non già a 60) da Frigo Domenico, nato il 14 novembre 1845 e sposato con Angela
Dotto (nata a Sarego il 24 aprile 1855) nel 1874. Mio
bisnonno quindi si chiamava Domenico e dovrebbe aver avuto figli a partire dal
Viaggio a Montebello
da programmare per i primi di ottobre. Visita alla
parrocchia e ringraziamento al Comune.
28 giugno 2010 Quasi martano
Appuntamento dal Notaio a Viterbo
alle 17,30. Un po’ di attesa
e poi il Notaio comincia a leggere l’atto con il quale un piccolo appartamento
e un piccolo appezzamento di terra grande circa un quarto di ettaro nel Comune
di Marta diventano di mia proprietà ( e di proprietà anche di Rita, …). Dopo 15
anni di frequentazione
del Lago di Bolsena adesso mi ritroverò ad essere sempre più parte della Tuscia Viterbese, terra di
cavalli, di grotte scavate e di paesi costruiti sul tufo , di gente attaccata
alla terra come capitava nei luoghi dove sono nato e cresciuto. Adesso ho
alberi da frutto e spazio per fare un bel giardino, farò
un orto con l’angolo degli odori. Occorrerà difendere l’orto da una presenza
piuttosto singolare: la “spinosa”, ovvero l’istrice che scava buche e mangia
radici . Nel campo c’è un pozzo antico, un pozzo
artesiano con un’apertura tonda che si allarga a cisterna. Mi si prospettano
mesi di intenso lavoro per rimettere in sesto il campo
e per cominciare l’orto e il giardino.
23 giugno 2010 a
Valeggio sul Mincio
L’occasione per tornare nel paese
dove è nata mia madre e dove si sono sposati i miei genitori
non è delle più liete, il funerale di mia zia Bianca. La zia dalla quale ero
spesso ospite quando da ragazzo andavo a trascorrere pochi giorni o settimane intere
lontano da casa (ben
19 maggio 2010 ForumPA
Entro al ForumPA su sollecitazione di un Ufficio del Comune di Roma
che vuole premiare i funzionari e i dirigenti che hanno presentato 60 progetti
per cercare l’eccellenza nell’amministrazione. Assessore capitolino, Dirigenti (qualcuno
mi conosceva per quello che avevo fatto nel mondo della formazione), una platea
di dirigenti e funzionari con netta prevalenza di donne. Interessante
l’approccio, vogliono tener l’attenzione sulla persona, sulla sua ricchezza e
sulla sua complessità anche quando viene ridotta ai
minimi termini dell’impiego pubblico (almeno così si dice in giro…). A me
sembra che l’impiego pubblico debba essere valorizzato in quanto più difficile
e più articolato dell’impiego in organizzazioni private. Per la mia relazione
avevo pensato ad una scaletta e poi l’ho modificata. Vi allego i punti che
intendevo trattare e che in realtà ho toccato solo in parte…
Il miglioramento
organizzativo a partire dalle persone
-
i dipendenti pubblici sono più istruiti della
media dei lavoratori italiani;
-
i dipendenti pubblici sono più scontenti
della media dei lavoratori
-
i dipendenti pubblici fanno molta più
formazione della media dei lavoratori
-
i lavoratori pubblici sono molto spesso
lavoratrici
-
i dipendenti pubblici sono oggetto di
attacchi continui per la loro presunta inefficienza, i loro uffici vengono
dichiarati poco produttivi e le azioni
intraprese inefficaci,..
13 maggio 2010 Ritorno all’ovile
A dire il vero di ovili
ne ho visti tanti. Diversi da quelli nostri, italiani. Ovili senza un ricovero
vero a meno una grotta del deserto non sia una buona “casa” per pecore e capre.
Di ritorno dalla Giordania dopo un viaggio da “turista di
lusso” durato dieci giorno e nove notti. Bello non
sapere quasi nulla delle cose italiane per tanti giorni, solo notizie sportive,
quelle arrivano ovunque. Amman, Jerash, Ajilin,
Madaba, Monte Nebo,
il Giordano di Betania e del sito battesimale, il
Castello di Kerak, poi la magica Petra,
Petra, Petra !!! Poi il
deserto del Wadi Rum, il Mar Rosso di Aqaba e il Mar Morto. A presto
foto e considerazioni.
8 aprile 2010 Ma
cosa pensiamo noi della politica? ( Ma anche della
grande responsabilità dei giornalisti e ancor più di chi gestisce le notizie e
la comunicazione.)
Mi verrebbe da scrivere di “noi” e
di “loro” ma mi rendo conto che sarebbe eccessivo
prendere una mia idea come fosse l’idea di “ una parte” contrapposta ad
un’altra “parte”. In realtà volevo semplicemente commentare un fatto apparso
oggi su Repubblica on-line. La notizia è questa: il neo-Governatore del Lazio
ha espresso pubblicamente la propria rabbia per la morte per parto (per
emorragia) di una donna laziale che aveva appena dato alla luce due gemelli. E
non potendo intervenire direttamente in quanto ancora i risultati delle
elezioni regionali non sono stati ufficialmente proclamati ha invitato il
Ministro Fazio a mandare immediatamente una ispezione
nell’Ospedale San Giovanni ( e forse anche alla clinica privata dove la donna
ha partorito). Mi sembra molto grave che si muoia ancora di parto nel
I fatti e le notizie non sono la stessa cosa.
Noi viviamo di fatti quotidiani che si svolgono senza produrre alcuna notizia.
La scelta di trasformare un fatto in una notizia e di costruire attorno alla
notizia il “dovere” del commento e la richiesta di opinione
è degli operatori dell’informazione. Ripensare a un
diverso rapporto tra fatti e notizie dovrebbe essere un obbligo per tutti.
3 aprile Ma questa nostra Democrazia è il sistema che dà il governo al
popolo?
Sicuramente la nostra Democrazia è
il sistema migliore che si conosca, per ora. E’ il
sistema che permette di delegare propri rappresentanti affinché questi operino
per il bene della collettività senza che ogni momento si debba chiedere al
popolo che cosa pensa in merito sia al singolo problema che
alle possibili soluzioni da dare. Un governo serve e viene
legittimato, nella nostra Democrazia, dalle elezioni che traducono i voti in
maggioranze. E allora ci sono regole dettate in diversi periodi per favorire la
costruzione di maggioranze (il più possibile stabili).
In nessun paese europeo, mi sembra, oggi c’è al governo un partito politico che
abbia ottenuto la maggioranza dei voti nelle elezioni
politiche generali. Questo significa che nei diversi paesi governa quasi sempre una minoranza di voti popolari che si sono
tradotti in maggioranze parlamentari in base a premi di maggioranza Così in
altri paesi europei e così in Italia. L’attuale maggioranza “di governo” ha
raccolto nel 2008 il 47% circa dei suffragi dei cittadini italiani. La
maggioranza dei cittadini italiani ha votato per partiti politici che non
aderivano alla proposta di Berlusconi e non erano
disponibili ad alleanze con lui e con le liste che si definivano di “centro destra”. Da come il Presidente del Consiglio si è
espresso e si è mosso dal
30 marzo L’IMMAGINE BATTE
A risultato acquisito e con la
perdita di importanti regioni da parte del centro
sinistra mi viene spontaneo fare un commento a caldo. Ha vinto chi ha evitato
di parlare di cose concrete e di programmi e ha perso chi ha parlato (e
scritto) di Futuro, Sviluppo e Lavoro. Ha vinto chi ha raccontato favole, ha vinto chi è stato più immaginifico. E questo soprattutto a
destra ma, lo si vede in Puglia, anche a sinistra.
Vince non chi spiega alla mente in modo razionale lo stato delle cose e la
strada per migliorare la situazione data. Non vince chi parla del presente,
della vita corrente, dei problemi di tutti i giorni (avete sentito Bersani parlare degli operai che si alzano alle 5 di
mattina ….sembrava parlasse di una particolare tribù detta “degli operai di
fabbrica”), del costo del pane, del mutuo, eccetera eccetera, vince chi fa intravedere un Eden appena
dietro l’angolo, cioè all’indomani del voto, cioè oggi. Al Nord vince chi non
parla più dello Stato ma che costruisce per immagini (ricordate Pontida?) un nuovo Nord con Regioni che si fanno Stato e
con Comuni che si fanno Autonomie (locali). Un Nord senza
Roma e che può fare anche senza il troppo paludato PDL che sa tanto di
sovrastruttura. E questo Nord vuole eliminare le sovrastrutture così
come vorrebbe eliminare anche un certo liberismo di facciata per poter
riprendere una tradizione di buon governo che viene direttamente da Maria Teresa, cancellata troppo presto dalla memoria
collettiva di questo Nord
ancora alla ricerca della vera identità, a mio parere. Svincolata
dal PDL
Per il resto, possiamo dire che il PD esce sconfitto, senza dubbio alcuno, da
questa tornata elettorale. E se a Roma avessimo avuto
Vince il Poeta in Puglia, vincono i
venditori di sogni in giro per l’Italia, vincono quelli che si alleano con i
poteri forti al Sud (e qui le sconfitte non necessariamente devon
far male, credo che faranno bene alla democrazia e alla sinistra..), vincono quelli che aspirano alla somma semplificazione
che prevede nel futuro regioni forti senza Stato.
Siamo da tempo entrati nel mondo
dell’audiovisivo, che significa il mondo delle immagini accompagnate da suoni
e voci e vince chi costruisce l’audiovisivo (la favola,
l’immagine e l’immaginifico attorno alle persone). La gente non legge molto,
non è molto abituata alla parola scritta, chi aspira al razionale rappresenta
una minoranza. E in politica questa minoranza si traduce in voti: un quarto
dell’elettorato al PD e un 15 % suddiviso tra altre formazioni di sinistra. Ed è un errore pensare che il problema consista soprattutto
nella proprietà dei mezzi audiovisivi. Certo questo è un dato rilevante, ma a
mio avviso, contrariamente a quanto pensino i più, non
decisivo. C’è qualcosa di più importante e di più radicale: nel centro sinistra
e nella sinistra in generale manca chi (il leader, o, meglio, i leader) sappia
uscire dalle pagine del libro per portare tutti quanti verso un
isola felice. L’isola è il futuro e se anche nel libro viene chiamata “l’isola che non c’è” per chi va in viaggio
con Peter Pan e con Campanellino, quell’isola
sicuramente c’è.
Meditate gente, meditate.
28-29 marzo ELEZIONI, ESERCIZIO DI DEMOCRAZIA
Al seggio come rappresentante di
lista del PD ho visto una nuova generazione di scrutatori e di Presidenti,
giovani e abbastanza preparati. Qualche faccia strana e
giovani spinti dai partiti a coprire questi posti anche in vista della
remunerazione (scarsa in questo caso) ma sempre giovani corretti. Corretti
anche , in generale, i comportamenti di tutti i
rappresentanti di lista. Ho notato per la prima volta i “rappresentanti” dei
singoli candidati presenti
in alcune liste (PD, IDV, Destra e Polverini),
interessati solo a raccogliere quelle preferenze. Si temevano pressioni ma nelle 4 sezioni che io ho curato debbo dire con
piacere che tutto si è svolto nella massima correttezza e nel massimo fair
play.
IL POPOLO DELLE LIBERTA’ VA IN PIAZZA
Le parole d’ordine: contro le MENZOGNE, L’INVIDIA, L’ODIO
Per abitudine e per antica prassi, l’opposizione
scende in piazza CONTRO e chi governa (in genere NON) scende in piazza per dare
un sostegno a chi ha la responsabilità di fare le scelte.
Ci si sta abituando a nuove
abitudini e allo stravolgimento non solo delle regole ma anche della
prassi: in questi giorni l’opposizione è PER e la maggioranza è CONTRO !.
Rimane da capire dove sia
Ho sempre più l’impressione che si
cerchi di prendere l’italiano per la “panza” e
soprattutto per quello che si nasconde sotto di questa.
Linguaggio pre-politico, parole d’ordine scritte dagli sceneggiatori
del Grande Fratello, appelli alle masse. Finiremo all’ammasso?
IL POPOLO VIOLA, L’OPPOSIZIONE, IL CENTRO SINISTRA
in piazza
Le parole d’ordine : FUTURO, SVILUPPO, LAVORO
E’ un popolo che vuole esprimere le proprie
opinioni e che vuole spazi per poter dire ed ascoltare. Ascoltare chi esprime
il proprio pensiero anche attraverso i mezzi tecnici che noi, per scelta, abbiamo
deciso che fossero pubblici.
In piazza per farsi sentire, per
parlare, per dare al popolo, quindi a noi stessi, una speranza di miglioramento.


8 marzo 2010
Potrei dire
che me ne sono accorto solo oggi, forse non è proprio così ma ora la cosa mi si
prospetta in modo più chiaro.
Ormai gli apparecchi radio sono
diventati una rarità. Nessuno compra più una radio. Si comprano telefoni
cellulari che permettono di sintonizzarsi sui canali radio, si comperano lettori MP3 e 4 che permettono di ascoltare anche
la radio. Si acquistano ancora le autoradio, o meglio, si acquistano vetture
che hanno incorporato un apparecchio che permette anche di ascoltare i
programmi della radio. Gli apparecchi radio sono ormai oggetti che si vedono
(più che oggetti che si vendono) enei mercatini dell’usato. E allora, la radio se non è più un elettrodomestico che
cos’è? La radio è diventata un insieme di idee che
danno vita a progetti che diventano programmi che poi, tramite teconologia e , soprattutto, intervento di operatori e di
artisti e di intellettuali, vengono diffusi.
La televisione invece che cosa è
diventata? Ha cambiato la forma ma è pur sempre una
scatola. Una scatola sempre meno a tre e sempre più a due
dimensioni. La forma del fuori, della scatola è ancora importantissima,
e lo spazio che deve occupare in casa è ancora
determinante. Ci sono anche
dei programmi che vengono proiettati e quindi messi in onda. Ma
anche questi, in molti casi, non vengono definiti
“contenitori”?
8 marzo 2010 OTTOMARZO?
Alla radio, che ascolto questa mattina con
l’auricolare mentre pedalo sulle colline della campagna romana, si trasmettono
due brevi interviste sul significato attuale della festa dell’ottomarzo. Al microfono le due donne che
dirigono l’Unità e il Secolo d’Italia. Sono curioso di sentire le due
diverse sensibilità. Inizia la “Direttora” de Il
Secolo d’Italia :”occorre riprendere con l’ottomarzo di lotta, non è il momento di fare festa. Le
donne stanno perdendo posizioni e negli ultimi anni la situazione non è
migliorata, anzi è peggiorata”. Poi è la volta della “direttora”
dell’Unità :”noi abbiamo pubblicato questa mattina
cinque storie o interventi di donne che esprimono le loro posizioni. Hanno
posizioni diverse….”
In serata, mentre si aspetta la decisone del
TAR del Lazio sul ricorso del PDL in materia di liste elettorali l’Ocse ha fatto sapere che , fra i 30 paesi che fanno parte
dell’Organizzazione, l’Italia è davanti solo a due paesi (uno è il Messico,
l’altro non mi sovviene) per quanto
riguarda il lavoro femminile.
4 marzo 2010 I
PASTICCIONI IN PIAZZA e il MARCHESE DEL GRILLO
Mentre scrivo i candidati della lista
Polverini stanno parlando in
piazza a Roma. Chiacchierano di cose che non sanno. Di diritti. Di sanità. Di
lavoro. Di scuola.
Ricordo
La differenza tra il Popolo che
adesso è in piazza e il Marchese del Grillo è che lui era convinto veramente di essere diverso (“io so io e voi nun
siete un ca..o…”) e non aveva bisogno di alzare la
voce, loro, invece, alzano il tono perché devono mettere paura. Paura a chi? Ai
cittadini o alle istituzioni ? C’è già stato uno, cui molti di quelli che sono in piazza pensano come a un
loro maestro e come a un grande statista, che affermava a gran voce “me ne frego”. Sento intorno
una gran voglia di olio di ricino e penso che oggi è soprattutto una brutta
giornata per la democrazia.
22 febbraio 2010
LE TASSE SONO AUMENTATE
Esistono i fatti oggettivi?
Il mio primo Professore di
Sociologia a Trento, a Novembre del 1965, si chiamava Giorgio Braga. Non penso
sia stato un grande sociologo, ma è stato sicuramente
un individuo attento alla inevitabile commistione di diversi saperi. Nelle sue
lezioni, e nel
suo testo che dovevamo studiare quasi a memoria, si poneva l’accento sul fatto
che
Ora, venendo a noi. Cosa sta
capitando a me, e in senso traslato, a noi, visto
che mi si applicano regole di ordine generale e non
costruite su misura per il sottoscritto, in materia di tasse. Ho scoperto
con grande disappunto che nel passaggio tra il 2009 e
il 2010 la mia pensione è diminuita su base mensile di ben 80 euro. E io che mi
aspettavo un aumento dovuto all’applicazione anche al sottoscritto del
contratto siglato nel 2009 (ma con effetti retroattivi sugli anni precedenti,
con effetto quindi di aumento della pensione lorda, di
poco, ma positiva per almeno 12 euro al mese) ho scoperto, analizzando le voci
del mio cedolino mensile della pensione che: 1. l’Irfef generale (nazionale) è
aumentata di 9 euro, 2. è stata introdotta
un’addizione Irpef
regionale pari a 56 euro (per la
precisione 55,98) e, 3. è stata introdotta
un’addizionale Irperf comunale pari a 20 euro (per la
precisione 19.99, come per i prezzi del supermercato). Alla fine 80 euro di
meno, tondi tondi.
Conosco i problemi e i numeri della
crisi della Sanità del Lazio e mi aspettavo il
sacrificio, quello che vorrei sapere tra quanti questo sacrificio è
distribuito.
Non avevo avuto avvisaglie invece
della seconda addizionale? Perché?
E anche in questo caso, chi paga? La risposta
è semplice: come sempre, i lavoratori dipendenti e i pensionati che non possono
reagire e non si possono sottrarre alla ritenuta alla
fonte. Il mio caso è esemplare, nessuno mi ha annunciato quanto stava
accadendo. E chi doveva farlo? Lo stato centrale per
la sua parte, ma la consegna è parlare solo della riduzione delle tasse.
Intanto le tasse aumentano e si
spera che se ne accorgano tutti coloro che, tra un
programma televisivo di intrattenimento e un altro, tra un “contenitore” e un
altro, trovano ilo tempo e lo spazio per fare due conti per accorgersi che la
loro personale situazione oggettiva è peggiorata. Dalla situazione personale
specifica i cittadini potrebbero passare alla condividere
con altri cittadini questa constatazione.
E’ a quel punto che scatta la molla che crea una convinzione comune, una
posizione che si può trasformare in politica. Comunicando gli uni agli altri,
al di fuori dalla dipendenza dalla televisione si può
riprendere a costruire opinioni a partire da fatti oggettivi.
A quel punto si potrebbe scoprire
che il Paese è più povero e non tanto per la crisi finanziaria eccezionale dei
due anni trascorsi. E’ più povero per l’eccesso di malgoverno e per l’assenza
di un progetto per il presente e per il futuro del paese.
Un dato oggettivo: nel 2001 il PIL
pro-capite (prodotto interno lordo per abitante) in Italia valeva il 217% della
media europea. Gli italiani erano più ricchi dei cittadini di molti paesi
europei. Poi sono entrati molti nuovi paesi nell’Unione Europea e il valore
della media del PIL si è abbassata. Invece di crescere e migliorare la nostra
posizione in Europa ora è la seguente: il PIL pro-capite italiano è, seppur di
poco, sotto la media europea. Ovvero: gli italiani
sono tra i poveri d’Europa.
Povera Italia! E
poveri gli italiani.
13 febbraio 2010
L’emergenza continua (e
l’ideologia mascherata da altro, avanza..)
Si sa che gli italiani sono
grandi nelle emergenze. Sono in genere pigri e poco attenti
ma quando crolla un ponte, un terremoto abbatte un centro città, un’accidente riempie di sporcizia le nostre strade, una
Olimpiade oppure un Mondiale si avvicina, gli italiani si scoprono veloci,
velocissimi, capaci, capacissimi di predisporre tutto per l’ora in cui si
accedono i riflettori. Per anni ho seguito anche progetti europei: eravamo gli
ultimi nelle sperimentazioni e negli approfondimenti ma i primi a organizzare pranzi e cene. Gli italiani sono cambiati? Gli
italiani non cambiano. Hanno trasformato tutta la normalità in emergenza. Hanno
eliminato la normalità, la trattano come fosse una
malattia. Una malattia del culturale d sinistra. Guai a parlare di normalità,
guai a volere un paese
normale. E quando qualcuno invoca
17 gennaio 2010 Il Papa e gli Ebrei
Oggi il Papa è in Sinagoga.
Cristo andava al Tempio.
Cristo ha parlato nel Tempio.
Cristo ha scacciato i mercanti dal
Tempio.
Cristo non era amato da chi stava al
Tempio.
7 gennaio 2010
“Ce la faremo a
perdere le elezioni regionali nel Lazio anche senza correre con un nostro
candidato?” ( Il PD)
“L’ignoranza è più pericolosa della cattiveria”(Semprevero)
“Diamo già tanto sostegno alla Magistratura, perché dovremmo dare sostegno anche
ai magistrati?” (
6 gennaio 2010
Il Mondo deve essere Concavo
Nell’anno nuovo ci siamo entrati come sempre di botto. Nel senso che anche quest’anno non sono mancati i botti rumorosi e colorati. Pioviccica e si sta sulle montagne russe con il termometro. Nel giro di una giornata sembra di passare attraverso almeno tre stagioni diverse. Forse l’Italia si è trasferita verso il Belgio, o, ancora di più, è diventata una penisola irlandese. Passano le nuvole, stendono pozzanghere un po’ ovunque e poi si aspetta il sole che fa riflettere il cielo e gli edifici come fosse tutto un gioco.
E come un gioco ricomincia il confronto politico. Tutti a corteggiare il centro. E il centro diventa sempre più Centro. Un Centro che sgomita per rimanere lì, possibilmente da solo. Il Centro vale tanto e da lì il mondo deve essere più bello, se tutti sembrano provare un po’ d’invidia per chi si è già installato lì.
Ma perché il Centro dovrebbe rappresentare un valore, e per chi? Il Centro è un valore solo se il mondo , la cultura e la società (e quindi la politica) si possono rappresentare come uno spazio concavo. E allora il peso, la gravità, soprattutto se il terreno è reso viscido (mi par di vedere tanti piccoli untori che ungono di grasso il mondo per far scivolare meglio…) porta tutto quello che ha un peso verso il basso. E quindi verso il centro. Un Centro dove vedo tanta gente che va a sbattere l’una sull’altra. Tanti corpi pesanti. Non necessariamente tanti pensieri (che, come sappiamo, son leggeri..)
E invece il Mondo deve essere Convesso
Guardate il profilo di una città come Roma. E’ pieno di cupole. Ogni tempio ha una cupola. Pantheon, Sant’Andrea della Valle, San Pietro, …..L’uomo tende verso l’alto e costruisce cupole. Cupola = Convesso. Il peso non cade verso al centro ma si scarica sui lati. La forza sta nei lati. Si rafforzano i contrafforti quando si vuole avere una grande costruzione che tende verso l’alto. Dai costruttori del pantheon ai costruttori delle Cattedrali più importanti il problema da risolvere è sempre stato il modo corretto di scarico del peso verso i pilastri e verso i contrafforti. Se si guarda avanti e si cerca l’Alto, occorre sapere costruire un mondo Convesso. In questo mondo il Centro è solo un punto. Un valore astratto. Non c’è posto per nessuno. E invece intorno ci sono solide colonne e c’è area e c’è perimetro e c’è dentro e fuori, c’è dialettica e c’è confronto. Vicinanze e distanze. Aria e sole. Ma se il Mondo che guarda in alto (dove ci sono i Valori, dove c’è il Futuro, dove c’è il Pensiero…) è Convesso, perché cercare sempre questo centro? In centro ci si passa ogni tanto, ma come per i Saldi in questi giorni, ci si accorge che c’è sempre troppa gente. E tanti sono di passaggio. Con tutta questa gente che passa che si può costruire? Poco, credo.
E allora, giriamo alla larga. Dal Centro
31 dicembre 2009
AUGURI
Sta finendo questo 2009 di crisi per il mondo e di passaggio critico per me. Primo anno passato in pensione, lontano dal mio usuale posto di lavoro, lontano dalle vecchie abitudini. Un anno passato a costruire nuove abitudini o a trovarne altre, costruite come un abito dalle circostanze, dagli impegni famigliari, da qualche piccolo impegno di lavoro. Da qualche piccolo impegno.
E allora, qualche ora prima del cenone di Capodanno al Casaletto (sulla Palombarese, oggi sono passato in bici a vedere dov’è e com’è) AUGURI a tutti quelli che:
- sono come me, un po’ scontrosi, un po’ complicati, un po’ seriosi, un po’ insicuri, amanti delle pause più che della velocità, amanti del ritmo della bicicletta, della fatica onesta, del viaggiare, un po’ curiosi del nuovo, che non si accontentano mai, che il bicchiere lo vedono…..
- non mi assomigliano per niente, ai simpatici, a quelli aperti a tutti, a quelli che vivono un po’ fuori di sé, a quelli che corrono anche se non hanno ancora deciso dove andare, a quelli che si accontentano e che vivono contenti e pensano che “basta la salute e ‘n par de scarpe nove…” ;
AUGURI a quelli che si battono per le cose che contano: sé stessi, gli altri, la famiglia, gli amici, i vicini, i popoli lontani, quelli che hanno di meno quelli che non hanno niente, quelli che hanno perso tutto, quelli che hanno perso anche la speranza
AUGURI agli italiani,. Perché non è vero che sono i peggio, invece è vero che sono i più scontenti. Sembra che i più scontenti siano quelli che vivono in posti dove le disuguaglianze sociali ed economiche siano alte o stiano ancora crescendo. In questa nostra Italia, anche un pensionato come me si trova ad essere collocato fra il 5% degli italiani ricchi. E allora AUGURI a tutti gli italiani che muoiono di fame perché guadagnano meno dei propri dipendenti e collaboratori. Stapperemo una bottiglia di spumante per gli italiani che appartengono alle categorie in difficoltà: i titolari delle imprese industriali, i banchieri, i proprietari di catene di negozi, i proprietari immobiliari. E anche a tutti quelli che hanno messo i loro soldi in Borsa: nel 2009 hanno guadagnato circa il 20% ma una piccola parte viene tagliata dalle tasse….AUGURI agli italiani che hanno fatto rientrare in patria (si fa per dire…) 95 miliardi di euro che per un po’ di anni hanno “lavorato” all’estero. AUGURI anche ai milioni di italiani che all’estero ci sono andati per lavoro.
AUGURI ai nuovi italiani dalla pelle nera, dalla pelle gialla, dalla pelle bianca ma con i capelli o troppo biondi o troppo neri, con gli zigomi alti o con la camminata sghemba. AUGURI a quelli che hanno un lavoro ma non hanno na casa e a quelli che hanno una casa ma non potranno vere un lavoro regolare perché nemmeno gli italiani che lavorano con loro un lavoro regolare ce l’hanno.
AUGURI a quelli che stanno sui tetti per difendere il proprio diritto ad un lavoro. Li ho visti in televisione: mi assomigliano. Non sono tanto gli operai ad aver problemi, sono i tecnici, i ricercatori. I figli di questa Italia che prima ha “investito” su di loro, li ha mandati all’Università, li ha fatti crescere professionalmente e poi ha semplicemente tagliato loro l’erba sotto i piedi togliendo valore al loro lavoro e alle aziende nelle quali sono cresciuti.
AUGURI a chi a responsabilità di governo. La “governance” oggi è sempre più importante, la nostra vita è fatta di segmenti e ogni risposta collettiva necessità di funzioni complesse. Servono persone capaci per avere un buon governo. Servono persone che abbiano competenza e che dialoghini con i cittadini. Un augurio per tutti quelli che dovranno decidere dov’è il limite tra pubblici e privato. Sperando che non ci “privino” del pubblico, così come stanno facendo mettendo sul mercato tutto quello che è nostro. I beni culturali, i patrimoni abitativi, i territori del demanio, le caserme dell’esercito e adesso anche l’acqua dei nostri fiumi e dei nostri laghi.
AUGURI a tutti quelli che credono ancora nella DEMOCRAZIA. A quelli che sono convinti, come me, che la democrazia è un esercizio quotidiano e che vive e si sviluppa prima fuori dalle istituzioni e poi dentro di esse. Una democrazia che usa il momento del voto come fase del confronto ma che si esercita nei luoghi di lavoro, nella famiglia, nella scuola, nel vicinato.
AUGURI a quelli che hanno i capelli bianchi, sperando che siano saggi e ancora si sforzino di capire il nuovo e le nuove generazioni e non pretendano solo il “rispetto” (ma poi, rispetto a che, il rispetto?....)
AUGURI ai più giovani, perché loro non lo sanno, ma sono pochi e forse è anche per quello che sono coccolati. Sono pochi e rischiano di rimanere isolati. Ad uno ad uno. Oppure in piccoli branchi. Ma non sono lupi, sono piuttosto agnelli, e devono stare attenti ai buchi neri che li possono risucchiare verso il nulla. Un augurio perché costruiscano catene umane, perché si prendano per mano, perché si guardino negli occhi, perché riscoprano il piacere di ridere per niente. Senza il bisogno di passare attraverso qualcosa che non sia l’attrazione dell’uno verso l’altro.
AUGURI anche a quelli che credono in questi mezzi che sto usando in questo momento, a quelli che sviluppano programmi per far comunicare, per aiutare questa nuova forma di linguaggio democratico.
AUGURI ai miei 25 lettori. Forse oso troppo a pensare che siano
veramente
25 dicembre 2009 Natale
Il Natale, lo sanno tutti, lo sanno anche i bambini, è una festa particolare. Se non stai attento ti avvolge, ti cerca lui e ti copre con le sue tante sciarpe di lana. Ti cerca, ti scopre e poi ti copre. Se stai attento lo vedi e te ne accorgi, se sei distratto, non te ne accorgi ma succede sempre. A prescindere.
Tu sei lì che pensi che è dicembre, che i è quasi alla fine dell’anno e sarà l’occasione di fare un po’ di conti con te stesso. E mentre guardi avanti, intanto giri per cercare un piccolo regalo, mentre fai i conti col gelo, cominci a far la spesa per la cena e per il pranzo di Natale.
E poi arriva la vigilia, e vedi i parenti e quelli che non vedi li senti e li saluti. E poi il Natale. E non puoi farne a meno.
Noi il Natale ce lo portiamo dentro. E’ vero che ci avvolge, ma perché è un prolungamento dei nostri stessi primordiali sentimenti e delle nostre primigenie emozioni.
Noi siamo nati con il Natale addosso, ci siamo cascati dentro da bambini, che neanche sapevamo di esistere. Ed è per questo che oggi siamo a Natale non in un altro tempo e in un altro giorno.
Per festeggiare, anche noi siamo stati alle prese prima coi fornelli e poi con la tavola. E
per quelli che non c’erano ho scritto il Menu del pranzo. Eravamo in 10 e non
vi stupirete se vi dico che è avanzato qualcosa
Menu di Natale 2009
Antipasti
Vini
Affettati
di : Salame Felino, salame napoletano piccante, salamella dolce
Stuzzichini
di formaggio con pistacchi noci e nocciole
Olive
schiacciate calabresi, Olive dolci e al forno
Chardonnay Brut - Terre dei Santi
Crema
di carciofi al tartufo, Patè di fegatelli alla maremmana
Insalata
russa
Primo
Tortellini
in
brodo
Rosso di Montanello - Stefanoni
Secondi
Bollito
misto (Manzo, Vitella, Gallina,polpettone lesso) con
salsa verde e Mostarda di Cremona
Faraona
al tegame
Abbacchio
al forno con
patate
Barolo 2002 – Le Terre del Barolo
Sperss Langhe
1996 - Gaja
Insalata
di
rinforzo
Dolci
Struffoli
napoletani fatti in
casa
Leatico - Stefanoni
Pasta
reale
Canditi
e nocciole al cioccolato fondente
Frutta
Leechis
Ananas
Mandarini
Datteri
di Israele
Frutta
secca
24 dicembre 2009 Vigilia di Natale
Più che augurar AUGURI
Augurar non so
22 dicembre 2009
L’Italia è divisa. Al Nord ancora a fare i conti con l’emergenza neve e ghiaccio. A Roma ci sono 14 gradi in più di ieri. E’ arrivato l’inverno da due giorni.
Evviva , è arrivata
Le quattro stagioni sono tre, estate e inverno.
21 dicembre 2001 ancora NEVE e gli aeroporti son chiusi.
Mancano i mezzi per “sbrinare” aerei e piste, le porte dei treni, ghiacciate, non si aprono. L’AD delle Ferrovie si difende: “noi aperti e viaggianti, con pochi problemi di ritardo, negli altri paesi non si viaggia”.
Ci sarebbe da far polemica a iosa. La linea del momento è quella di privilegiare l’amor di patria.
Tutto va ben madama la mar……., tutto va ben…..
Mentre il costo dell’investimento delle Ferrovie per far fronte alle crisi e alle difficoltà del tempo (non mi par giusto parlare di maltempo) invernale sono misurabili in decine e centinaia di milioni di euro, e per questo se ne parla e per questo gli investimenti non si fanno, nonostante i 60 miliardi (nostri) spesi per l’Alta Velocità, il costo del disagio di decine di migliaia di cittadini italiani non viene calcolato praticamente da nessuno, eppure il costo del disagio è calcolabile, in giornate di lavoro perse, in ritardi, in mancati appuntamenti, in malattia conseguente al disagio, in effetti indesiderati sullo stato fisico ma soprattutto psichico dei più labili (anche di quelli che non circolano dalle parti della Piazza del Duomo di Milano….).
Girate nei siti web e trovate la risposta. Andate sulle prime pagine dei quotidiani e cercate una cifra, un valore monetario. Nulla.
Sono passati sessant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale ci dovremmo aspettare almeno una “guerra di cifre”. Invece niente. E pensare che avevamo nel nostro paese grandi economisti dei maestri nell’analisi dei costi/benefici.
Che fine hanno fatto?
Forse nessuno gli offre più ricche prebende?
E l’informazione in egual misura raccoglie testimonianze del disagio. Ma nessuno si è accorto del deficit informativo su quanto accadeva negli scali italiani ed europei, e avete fatto l’esperienza di stare per un’ora davanti ad un pannello informativo della Stazione Termini?
20 dicembre 2009 NEVE , e l’Italia si blocca
La temperatura è scesa anche a Roma sotto lo zero. Arriva l’inverno. Neve ovunque. Ieri grande nevicata a Montefiascone proprio mentre ero nella grotta di Stefanoni a rifornirmi di vino per le feste.
Oggi pedalare sulla mia bici a corsa è stata dura. Molto peggio per gli europei e gli italiani che viaggiavano in aereo e in treno. Mezzi fermi ovunque.
La tecnologia può quasi tutto, ma la prevenzione “tecnologica” costa.
Ottobre, Novembre 2009
Questa parte del sito, che coincide con l’home page, è rimasta muta per tre mesi.
Un virus, peggiore dell’Influenza A (della quale peraltro si son perse le tracce, cercare presso case farmaceutiche accreditate presso questo Governo, n.d.r.) mi ha impedito di scrivere.
In realtà nulla mi impediva di scrivere, e difatti ho scritto per me e per altri nel frattempo, mi impediva di mettere in rete. E io amavo (e amo) scrivere per la rete.
E’ un po’ come andare di notte sulla riva del lago a lanciare i sassi tondi e piatti per vedere i rimbalzi e cercare ad ogni lancio di migliorasi.
Scrivere per il mio sito è come scrivere al buio e per il buio. Ogni tanto qualcuno passa e accende una sigaretta e alla luce fioca dell’accendino della brace si può indovinare il gesto e immaginare i cerchi sull’acqua. C’è il rumore del sasso che rimbalza sulla superficie e con un po’ di fantasia si vede il volo a pelo d’acqua. Così è il mio scrivere e il mio fissare pensieri sul presente.
Un presente difficile e ricco.
Un presente bello che amo quasi fosse la mia vita stessa.
Una vita intrecciata alla vita di tanti altri e allo stesso
tempo diversa. Fatta di giorni che nonostante tutto l’impegno loro e mio
non riescono ad essere mai tutti uguali gli uni agli
altri. Giorni passati a Roma, a Marta. Giorni passati a
Istambul per la prima volta dal lontano agosto del
1970. Allora l’Hotel Pirlanta (davanti alla Moschea Blù, e ora non esiste più…) aveva ospitato un gruppo di
ragazzi dai capelli lunghi e ragazze alla ricerca del fascino dell’antico
e ora l’Hotel Maywood, non molto lontano dal
ponte di Galata e dal parco delle due moschee
più ricche di storia di tutta

